Ma se esci un venerdì sera, ecco che i giovani padri di famiglia escono dal loro ruolo. Non solo i giovani padri di famiglia, evidentemente. Si può assitere al tristissimo spettacolo di trentenni ubriache spolpe con anello all'anulare..ma lasciamo stare le donne, trisstissimo spettacolo di ogni venerdì e sabato sera.
I padri di famiglia cornificano e sono cornificati in modo allucinante. Allucinante nel senso di super frequente.
Strettamente ed esclusivamente sotto l'effetto di alcool, quel che basta per renderli disinibiti al punto di non temere più il giudizio degli altri. Ma è un modo insano di aprirsi al mondo. E non è che non lo sanno, è che non sanno farlo in altri modi.
Che tristezza.
Gli svedesi sono un popolo molto triste. Ma è la loro educazione, mi spiegava il mio caro amico Björn. I loro visi sono inespressivi. Ogni spiraglio che lasci intravedere un sentimento viene accuratamente cementato. Le relazioni sociali che costruiscono sotto l'effetto dell'alcool non hanno nessun valore. E per relazioni intendo anche amicizie tra persone dell stesso sesso. Lo svedese che, brillo, ti parla per una intera serata, il giorno dopo alla fermata dell'autobus nemmeno ti saluta. Non credo nemmeno che al mattino, due persone che si svegliano nello stesso letto dopo una notte del genere, scambino una sola parola.
Gli svedesi sono un popolo triste perchè sono repressi in loro stessi. Non sono stati abituati a condividere i sentimenti con gli altri. Evitano ogni possibile confronto diretto. Si chiudono così tanto da soffocare in loro stessi. Non ci si può fidare di loro, sotto questo punto di vista. Se sono in disaccordo, piuttosto che alzare la voce tacciono, e magari addirittura sorridono educatamente.
Spesso sono le donne ad approcciare, nei locali. Ubriache, naturalmente. Disinibite. E qui è normale andare a casa con l'uomo "random" che hai approcciato, e andartene la mattina dopo. Qui è normale portare a casa dei proprio genitori sconosciuti per la notte, a patto di avere più di 16 anni.
Mi viene in mente come funziona da noi. Neanche se a 24 anni una ragazza potrebbe portare a casa qualcuno, per rispetto "al padre". Ma se devo esser sincera, mi sono trovata a rivalutare questa cosa. Mi sono trovata a rivalutare l'eccitazione del proibito che abbiamo da noi. Lo stare insieme in macchina e il celebrare l'evento della "casa libera" come una vittoria al mondiale.
Gli svedesi mancano di qualsiasi calore e passionalità. Non vivono, funzionano. Anche lo svedese più estroverso (estroverso è una parola grossa!), a patto che esistano svedesi estroversi. Ed è un peccato. Perchè se non ci si apre non si riceve niente. Ci si può ferire, ma si riceve anche amore. Capisco perchè tanta depressione.
Dicono sia l'inverno: palle! Io l'inverno svedese l'ho visto volare via. E' buio ed è freddo, ma è anche molto bello. E' una bellissima atmosfera di candele e biscotti alla cannella, julmust e grog con dentro le mandorle. E' Santa lucia, è stare insieme e guardare i cartoni della Dinsey e cantare "Tänd ett ljus" e tutte le canzoni di Carola. E' Liseberg illuminato a giorno, è le luci delle case accese alle tre di pomeriggio. Candele dell'avvento elettriche su ogni finestra, anche gli uffici.
Dicono (e io stessa dicevo) sia il sistema sociale che li vizia troppo:palle! Il sistema sociale funziona bene e fa vivere bene. Senza nevrosi ne stress ne scenate all'italiana perchè la burocrazia fa perdere ogni volta soldi e tempo.
Il problema è dentro di loro. E' il non essere capaci di esternare i sentimenti. Di comunicare. Di essere felici davvero. Di piangere, di ridere forte, di dire "wow!" quando capita un evento bello e inaspettato. Di urlare, di protestare, di incazzarsi. Lo fanno, ma quando sono al limite. Lo fanno in modo sbagliato. Il più delle volte prorpio non sanno come fare.
Ne ho parlato a proposito col mio amico Björn.
(Naturalmente tramite msn)
(...)
claudia scrive:
that's the point bear..why are you swedish scared of open up?if you don't open up you won't get anything
what do you mean not that many notices?
that they don't notice what you feel?
Beeaar scrive:
that i hardly ever open up
claudia scrive:
but it's sad..
i mean..you know if you open up you are more exposed to pain..but also to love etc
Beeaar scrive:
yeah i know dear
claudia scrive:
if there's something that i like in linus is that he has a "open face"..you can "read his face"..
you know like me..i can't hide what i feel etc
here in sweden is rare to find someone like this
but it's a pity
because in this way people is sad...
ok, i'm sad as well so my open face doesn't help me right now actually hahaha
Beeaar scrive:
that's very true
you have to try real hard to see in someones face what they actually feel
claudia scrive:
and you know what?i don't trust swedes anymore. Ok, not my swedish friends of course ,but random swedes. Because lots of them can behave in a way and think in another. just to avoid discussions..because they want to stay "làgom"..not shout or take out what they feel and think..and i really appreciate those swedes who CAN..
Beeaar scrive:
haha
well it is the swedish system and upbringing
claudia scrive:
it's fucked up!
but i appreciate other things
i mean some days i have to believe i do
anyway the situation in italy is still going to "skogen" so so far i have more possibilities here with the cold
swedes
haha
just kidding
Beeaar scrive:
haha
i dun mind if that's what you think =)
claudia scrive:
haha
there are other things i love here in Sverige
i like my job
i met very nice people as well
Sverige is fucking beautifull
(...)
Comunicano tramite msn. Non solo i ragazzini, gli adolescenti, i bambini, i giovani, che durante la ricreazione a scuola usano il computer della biblioteca per parlarsi tra di loro. Uomini di 30-40 anni e donne di 30-40 anni che tornano a casa e accendono il computer e comunicano tra loro. Tra loro che abitano nella stessa città. Attraverso i muri del mio condominio posso sentire, a qualsiasi ora del giorno, il "pling" continuo dei messaggi che i miei vicini ricevono chattando su msn. Oramai non ci faccio più caso, ma a volte li senti anche di notte.
Sono rimasta sconvolta, ad esempio, quando la figlia di una mia collega si è tolta la vita, il dicembre scorso. Subito tutti i colleghi si sono riuniti (qui le riunioni, mòtet, sono una delle istituzioni fondamentali della vita lavorativa. Ne fanno un centinaio a settimana. Bevono caffe e the e biscotti e parlano di quando fare la prossima riunione. Non esagero è così. Ci vogliono venti riunioni per prendere una decisione). Comunque dicevo, i colleghi si sono riuniti. Io ero presente. Erano ammutoliti. Nessuno diceva niente. Hanno riorganizzato il piano orario per sostituirla. Qualcuno è andato a trovarla. Ma l'atmosfera non era triste. Non era niente. Come se niente fosse stato. Hanno seguito la prassi. Hanno organizzato le sostituzioni. Sono andati a trovarla separatamente. Fine della storia.
Un mese dopo, ho rivisto la mia collega, a una cena di lavoro. Chiaramente provata. Il volto ancora sconvolto e le mani col tremito. Sembrava così piccola e indifesa. Non ho resistito, appena l'ho vista sono corsa ad abbracciarla.
Sono rimasti tutti scioccati. Come se avessi compiuto un gesto rivoluzionario. L'ho abbracciata e lei si è messa a piangere. Mi ha abbracciato anche lei. Poi ognugno si è seduto al suo posto e la cena è continuata,come se nulla fosse. (Comunque adesso la mia collega ha ripreso a lavorare. E spero stia meglio. Sorride, ma essendo svedese, non vuol dire un bel niente)
Penso che questo aiuti un po meglio a capire quello che intendo quando parlo di chiusura. Quando si salutano, qui in svezia, si abbracciano. Abbracci freddi. Quasi sbattere gli uni sugli altri. Non si danno mai baci sulle guance. E rimangono meravigliati quando lo fai. Molto meravigliati, evedentemente, perchè emettono addirittura un suono con la bocca "ååååhh".
Quale sia il problema degli uomini svedesi, è ormai sempre più chiaro. Naturalmente esistono delle eccezzioni, ma rare come una giornata senza vento. E se ci sono, sono sempre eccezzioni a metà.
Quello che mi chiedo io, a questo punto, non è tanto "troverò mai un uomo svedese?" ma piuttosto "troverò mai un uomo svedese che sappia davvero amare?"
Non è un dubbio così piacevole.
Il mito del nordico (maschio o femmina che sia) dalla scopata facile lo confermo.
Ma è una scopata triste e senza alcun significato. E non lo rende più disinibito nè felice. Sa solo tirarsi giù le mutande, ma non sa aprire il suo cuore.
Lo ripeto, non è affatto un dubbio piacevole.
E innamorarsi come sappiamo innamorarci noi diventa davvero una cosa pericolosa.