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    March 24

    gate A52, bruxelles

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    Mi piaci.
    Sei dolce.
    Quando sorridi il tuo viso tondo è davvero come un sole.

    Quando parli inglese il tuo accento saltellante è come una filastrocca. Quando parli svedese si sente a venti chilometri che vieni da Gòteborg.
    Mi conosci per quella che sono. Mi hai vista piangere, mi hai vista ridere, mi hai vista quasi ubriaca, mi hai vista coi capelli sporchissimi, mezza ammalata, tirata a lucido, con la coda e con i capelli sciolti, con le botte e con le mani spellate dai pugni sul sacco. Mi hai sentita ridere, mi hai sentita dire parolacce, fare battute sporchissime, fare errori assurdi quando cerco di parlare svedese.
     
    Mi hai vista per quello che sono.
    Mi hai vista pulire, mangiare, sapingere la carrozzella, uscire al sabato sera,addirittura ballare (questo in realtà potevi anche evitarlo)..vabbè, l'ora di avvicinarmi al gate si avvicina.
     
    Buona Pasqua mjuk-Linus!
     
    Buona Pasqua a tutti! Torno in Italia!
    March 12

    Gli svedesi e i sentimenti..argh! (akta dig!)

    cupido1mortograndeut1ma qual'è il problema degli uomini svedesi?(o degli svedesi in generale)

    sono sei mesi che sono qui e sto cominciando solo adesso a entrare nella logica dei loro cuori così timidi e freddi.

    La prima sensazione che uno ha, o per lo meno che una ragazza italiana può avere è questa: ci sono tantissimi papà con i passeggini, papà al parco che giocano coi loro pargoletti biondi, papà che fanno la spesa del sabato con carrelli di cibo ed esserini urlanti. A prima vista uno pensa :che papà perfetti. In effetti gli uomini svedesi trasmettono un sentimento di tranquillità notevole e un'istintiva voglia di maternità.

    Si vedono tanti padri di famiglia. Giovanissimi. Con prole al seguito. Ti si stringe il cuore.

    Ma è solo la superficie.


    Ma se esci un venerdì sera, ecco che i giovani padri di famiglia escono dal loro ruolo. Non solo i giovani padri di famiglia, evidentemente. Si può assitere al tristissimo spettacolo di trentenni ubriache spolpe con anello all'anulare..ma lasciamo stare le donne, trisstissimo spettacolo di ogni venerdì e sabato sera.

    I padri di famiglia cornificano e sono cornificati in modo allucinante. Allucinante nel senso di super frequente.

    Strettamente ed esclusivamente sotto l'effetto di alcool, quel che basta per renderli disinibiti al punto di non temere più il giudizio degli altri. Ma è un modo insano di aprirsi al mondo. E non è che non lo sanno, è che non sanno farlo in altri modi.

    Che tristezza.

    Gli svedesi sono un popolo molto triste. Ma è la loro educazione, mi spiegava il mio caro amico Björn. I loro visi sono inespressivi. Ogni spiraglio che lasci intravedere un sentimento viene accuratamente cementato. Le relazioni sociali che costruiscono sotto l'effetto dell'alcool non hanno nessun valore. E per relazioni intendo anche amicizie tra persone dell stesso sesso. Lo svedese che, brillo, ti parla per una intera serata, il giorno dopo alla fermata dell'autobus nemmeno ti saluta. Non credo nemmeno che al mattino, due persone che si svegliano nello stesso letto dopo una notte del genere, scambino una sola parola.

    Gli svedesi sono un popolo triste perchè sono repressi in loro stessi. Non sono stati abituati a condividere i sentimenti con gli altri. Evitano ogni possibile confronto diretto. Si chiudono così tanto da soffocare in loro stessi. Non ci si può fidare di loro, sotto questo punto di vista. Se sono in disaccordo, piuttosto che alzare la voce tacciono, e magari addirittura sorridono educatamente.

    Spesso sono le donne ad approcciare, nei locali. Ubriache, naturalmente. Disinibite. E qui è normale andare a casa con l'uomo "random" che hai approcciato, e andartene la mattina dopo. Qui è normale portare a casa dei proprio genitori sconosciuti per la notte, a patto di avere più di 16 anni.

    Mi viene in mente come funziona da noi. Neanche se a 24 anni una ragazza potrebbe portare a casa qualcuno, per rispetto "al padre". Ma se devo esser sincera, mi sono trovata a rivalutare questa cosa. Mi sono trovata a rivalutare l'eccitazione del proibito che abbiamo da noi. Lo stare insieme in macchina e il celebrare l'evento della "casa libera" come una vittoria al mondiale.

    Gli svedesi mancano di qualsiasi calore e passionalità. Non vivono, funzionano. Anche lo svedese più estroverso (estroverso è una parola grossa!), a patto che esistano svedesi estroversi. Ed è un peccato. Perchè se non ci si apre non si riceve niente. Ci si può ferire, ma si riceve anche amore. Capisco perchè tanta depressione.

    Dicono sia l'inverno: palle! Io l'inverno svedese l'ho visto volare via. E' buio ed è freddo, ma è anche molto bello. E' una bellissima atmosfera di candele e biscotti alla cannella, julmust e grog con dentro le mandorle. E' Santa lucia, è stare insieme e guardare i cartoni della Dinsey e cantare "Tänd ett ljus" e tutte le canzoni di Carola. E' Liseberg illuminato a giorno, è le luci delle case accese alle tre di pomeriggio. Candele dell'avvento elettriche su ogni finestra, anche gli uffici.

    Dicono (e io stessa dicevo) sia il sistema sociale che li vizia troppo:palle! Il sistema sociale funziona bene e fa vivere bene. Senza nevrosi ne stress ne scenate all'italiana perchè la burocrazia fa perdere ogni volta soldi e tempo.

    Il problema è dentro di loro. E' il non essere capaci di esternare i sentimenti. Di comunicare. Di essere felici davvero. Di piangere, di ridere forte, di dire "wow!" quando capita un evento bello e inaspettato. Di urlare, di protestare, di incazzarsi. Lo fanno, ma quando sono al limite. Lo fanno in modo sbagliato. Il più delle volte prorpio non sanno come fare.


    Ne ho parlato a proposito col mio amico Björn.
    (Naturalmente tramite msn)


    (...)

    claudia scrive:
    that's the point bear..why are you swedish scared of open up?if you don't open up you won't get anything
    what do you mean not that many notices?
    that they don't notice what you feel?

    Beeaar scrive:
    that i hardly ever open up
     
    claudia scrive:
     but it's sad..
    i mean..you know if you open up you are more exposed to pain..but also to love etc

    Beeaar scrive:
    yeah i know dear

    claudia scrive:
    if there's something that i like in linus is that he has a "open face"..you can "read his face"..
    you know like me..i can't hide what i feel etc
    here in sweden is rare to find someone like this
    but it's a pity
    because in this way people is sad...
    ok, i'm sad as well so my open face doesn't help me right now actually hahaha

    Beeaar scrive:
    that's very true
    you have to try real hard to see in someones face what they actually feel 

    claudia scrive:
    and you know what?i don't trust swedes anymore. Ok, not my swedish friends of course ,but random swedes. Because lots of them can behave in a way and think in another. just to avoid discussions..because they want to stay "làgom"..not shout or take out what they feel and think..and i really appreciate those swedes who CAN..

    Beeaar scrive:
    haha
    well it is the swedish system and upbringing 

    claudia scrive:
    it's fucked up!
    but i appreciate other things
    i mean some days i have to believe i do
    anyway the situation in italy is still going to "skogen" so so far i have more possibilities here with the cold

    swedes
    haha
    just kidding

    Beeaar scrive:
    haha
    i dun mind if that's what you think =)

    claudia scrive:
    haha
    there are other things i love here in Sverige
    i like my job
    i met very nice people as well
    Sverige is fucking beautifull

    (...)

    Comunicano tramite msn. Non solo i ragazzini, gli adolescenti, i bambini, i giovani, che durante la ricreazione a scuola usano il computer della biblioteca per parlarsi tra di loro. Uomini di 30-40 anni e donne di 30-40 anni che tornano a casa e accendono il computer e comunicano tra loro. Tra loro che abitano nella stessa città. Attraverso i muri del mio condominio posso sentire, a qualsiasi ora del giorno, il "pling" continuo dei messaggi che i miei vicini ricevono chattando su msn. Oramai non ci faccio più caso, ma a volte li senti anche di notte.

    Sono rimasta sconvolta, ad esempio, quando la figlia di una mia collega si è tolta la vita, il dicembre scorso. Subito tutti i colleghi si sono riuniti (qui le riunioni, mòtet, sono una delle istituzioni fondamentali della vita lavorativa. Ne fanno un centinaio a settimana. Bevono caffe e the e biscotti e parlano di quando fare la prossima riunione. Non esagero è così. Ci vogliono venti riunioni per prendere una decisione). Comunque dicevo, i colleghi si sono riuniti. Io ero presente. Erano ammutoliti. Nessuno diceva niente. Hanno riorganizzato il piano orario per sostituirla. Qualcuno è andato a trovarla. Ma l'atmosfera non era triste. Non era niente. Come se niente fosse stato. Hanno seguito la prassi. Hanno organizzato le sostituzioni. Sono andati a trovarla separatamente. Fine della storia.

    Un mese dopo, ho rivisto la mia collega, a una cena di lavoro. Chiaramente provata. Il volto ancora sconvolto e le mani col tremito. Sembrava così piccola e indifesa. Non ho resistito, appena l'ho vista sono corsa ad abbracciarla.

    Sono rimasti tutti scioccati. Come se avessi compiuto un gesto rivoluzionario. L'ho abbracciata e lei si è messa a piangere. Mi ha abbracciato anche lei. Poi ognugno si è seduto al suo posto e la cena è continuata,come se nulla fosse. (Comunque adesso la mia collega ha ripreso a lavorare. E spero stia meglio. Sorride, ma essendo svedese, non vuol dire un bel niente)

    Penso che questo aiuti un po meglio a capire quello che intendo quando parlo di chiusura. Quando si salutano, qui in svezia, si abbracciano. Abbracci freddi. Quasi sbattere gli uni sugli altri. Non si danno mai baci sulle guance. E rimangono meravigliati quando lo fai. Molto meravigliati, evedentemente, perchè emettono addirittura un suono con la bocca "ååååhh".

    Quale sia il problema degli uomini svedesi, è ormai sempre più chiaro. Naturalmente esistono delle eccezzioni, ma rare come una giornata senza vento. E se ci sono, sono sempre eccezzioni a metà.

    Quello che mi chiedo io, a questo punto, non è tanto "troverò mai un uomo svedese?" ma piuttosto "troverò mai un uomo svedese che sappia davvero amare?"

    Non è un dubbio così piacevole.

    Il mito del nordico (maschio o femmina che sia) dalla scopata facile lo confermo.
    Ma è una scopata triste e senza alcun significato. E non lo rende più disinibito nè felice. Sa solo tirarsi giù le mutande, ma non sa aprire il suo cuore.

    Lo ripeto, non è affatto un dubbio piacevole.

    E innamorarsi come sappiamo innamorarci noi diventa davvero una cosa pericolosa.

    March 10

    själen (l'anima), Petter

    Kämpa på! Kom igen!
    (lavora sodo!forza!)
     
    ma fino a che punto??
     
    Andas in ny luft, 8 år har varit tufft
    Förvirrad, utbränd, nästan tappat min lust
    På driv genom tid, känns som sekel, decennier
    Har stått som ett träd i en storm i november
    Som gulbruna löv från kronornas toppar
    Bleknar med tiden, vi faller, ruttnar
    Kondens på ett fönster, sakta förvriden
    Mitt lopp löper, jag springer mot tiden
    Fast i kläm i en bur någonstans,
    som om jag sökt en vän för att finna balans
    Få mina sinnen till sans, har jag gjort allt jag kan
    Som han som gick genom eld för att bli sann
    Har suttit på en dröm, har inte landat än
    Har inte strandat än, har inte slaggat in
    Min hjärna är på helspänn, mentalt fokuserad
    Får se vad de ger sen, totalt oplanerad
     

    Vad jag än känt så, har jag alltid gjort så
    Kanske inte bäst så, kanske inte rätt så
    Det känns i själen
     
    Har sett världsunderverk från pyramider till fyrtorn
    Krossat gränser, min hjärna är en ny zon
    Jobbat hårt för att se dylikt och mer
    Gräset är klippt,jag ser tydligt vad som sker
    Vart gränserna dras, vilken stjärna att följa
    Hur känslorna tas, kommer min hjärna att dölja
    För jag har fått stryk, stått pall
    men slagit tillbaks aggressivt, men aldrig slagit med hat
    Bara ovanligt smart, strategisk, korrekt
    Det är som jag har de klart, planerat perfekt
    Mitt liv i detaljer, hur jag navigerar fram
    hur jag aggerar för att verkligen vara sann
    hur jag agerar för att verkligen vara sann
    Jag sakta ser mig omkring räknar timmar, sekunder
    Har blivit någonting från att bara vara ett nummer
    Har jag nått att förlora, så rök de för ett tag sen
    Tillbaks på noll, både sarjad och slagen

    Vad jag än kännt så, har jag alltid gjort så
    Kanske inte bäst så, kanske inte rätt så
    Det känns i själen
     
    (petter)

    pensare bene prima di esprimere i desideri..

    All'uomo che cavalca lungamente per terreni selvaggi viene desiderio d'una città. Finalmente giunge a Isidora, città dove i palazzi hanno scale a chiocciola incrostate di chiocciole marine, dove si fabbricano a regola d'arte canocchiali e violini, dove quando il forestiero è incerto tra due donne ne incontra semorpe una terza, dove le lotte di galli degenerano sempre in risse sanguinose tra gli scommettitori. A tutte queste cose egli pensava quando desiderava una città. Isidora è dunque la città dei suoi sogni: con una differenza. La città sognata conteneva lui da giovane; a Isidora arriva in tarda età. Nella piazza c'è il muretto dei vecchi che guardano passare la gioventù; lui è seduto in fila con loro. I desideri sono già ricordi.
     
    (Italo Calvino, le città invisibili)